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MATRIARCATO


Per le loro politiche fondamentalmente orientate alla pace le Società Matriarcali possono essere prese da valido modello per le società future, le società ugualitarie e pacifiche del dopo patriarcato

Heide Goettner Abendroth


Parlare di matriarcato è difficile ma profondamente necessario.

Solo a sentirlo nominare si innalzano immediatamente muri il più possibile spessi ed invalicabili.

Persino studiose e studiosi hanno coniato termini nuovi che designano fondamentalmente lo stesso tipo di forma sociale, o elementi presenti in essa, ma sono più accettabili nel loro essere edulcorati: gilania, matrifocalità, matrilinearità, cultura matristica.

Matriarcato evoca subito società di donne al potere che opprimono gli uomini e li escludono, donne ovviamente fuori controllo che fanno ciò che hanno fatto gli uomini per millenni senza che a nessuno creasse disgusto, peraltro.

È quindi indispensabile fare chiarezza sul reale significato del termine Matriarcato e sulle autentiche caratteristiche delle società che possono essere chiamate tali e per farlo citerò Heide Goettner Abendroth, pioniera degli Studi Matriarcali Moderni e fondatrice dell’Accademia Hagia, punto di riferimento essenziale nella costruzione di un nuovo paradigma culturale.

“Basato sul più antico significato di Arché matriarcato vuol dire “all’inizio le madri” alludendo con ciò sia al dato biologico che le donne generano l’inizio della vita tramite il parto, sia al dato culturale che l’inizio della civiltà è stata creata da loro.

Anche patriarcato potrebbe essere tradotto come “all’inizio i padri”.

Ma questa pretestuosità porta alla dominazione dei padri perché, mancando qualsiasi diritto naturale per rivendicare un ruolo “all’inizio” sono stati obbligati fin dalle origini del patriarcato ad enfatizzarlo e poi a imporlo con la dominazione.

Al contrario, proprio in virtù del fatto che danno origine al gruppo, alle generazioni future e perciò alla società, le madri sono chiaramente l’inizio; nel matriarcato non hanno bisogno di imporre il loro ruolo con la dominazione.”

Comprendere che matriarcato non designa una struttura sociale speculare al patriarcato è il primo importantissimo passo.

Matriarcato non designa società gerarchiche a dominio femminile.

È vero, nel matriarcato le donne hanno un ruolo centrale.

È vero, nel matriarcato le donne sono potenti e la loro potenza viene riconosciuta ma la loro potenza non è sopraffazione.

Come sono strutturate quindi le società matriarcali?

Economia: bilanciata. Sono le donne a distribuire i beni ricercando sempre la mutualità economica.

Società: basata sulla discendenza matrilineare caratterizzata da matrilinearità e matrilocalità in un contesto di uguaglianza di genere.

Politica: la politica si basa sul consenso. “La casa del clan è il nodo di connessione del processo decisionale, sia a livello locale che regionale, ed è (spesso) rappresentata all’esterno da un delegato maschio; la politica rigorosa dei processi di consenso produce non solo uguaglianza di genere, ma uguaglianza nell’intera società.”

Religione e cultura: profondo senso di connessione con la natura e profonda attitudine spirituale “Tutto il mondo è considerato divino e ha origine nel divino femminile, e ciò dà vita ad una cultura sacra.”

Ed ancora: “Gli studi matriarcali moderni sono rivolti alla struttura complessiva della società: donne e uomini, vecchi e giovani, natura umana e non umana.”

Parlare di Matriarcato non implica parlare solo del rapporto tra i sessi e di chi, tra i due, detiene il potere.

Bensì è una discussione profonda su come questo potere viene agito.

Inoltre vuol dire anche imbastire un discorso su come noi esseri umani viviamo sulla terra in relazione alla natura, su come ci prendiamo ( o non ci prendiamo, come accade oggi) cura dei nostri giovani e dei nostri anziani, sul riconoscimento dei mondi sottili che si intersecano ai nostri mondi materiali.

Si può iniziare quindi a costruire un discorso serio sul matriarcato solo destrutturando profondamente l’idea che abbiamo di società, che deve essere occidentale e colonialista per essere tale, ed eliminando tutti i pregiudizi che abbiamo su questo termine che designa un tipo di società completamente altre.

Dobbiamo ripulire il nostro sguardo capitalista per trovare uno sguardo più pulito, come un foglio bianco. Uno sguardo quasi indigeno.

Possiamo fare questo osservando i matriarcati tutt’oggi esistenti.

Perché i matriarcati non sono relegati ad un passato remoto. Non sono ipotesi.

Pur avendo una storia molto antica (poiché “questa storia si colloca all’indietro ben oltre i cinque o seimila anni del patriarcato. Durante il periodo più lungo della storia sono sorte le culture non patriarcali, nelle quali le donne hanno creato le istituzioni, le pratiche e le strutture che costituiscono la civiltà; le donne rappresentavano il centro ed integravano tutti gli altri membri”) queste società sono attuali, vive e reali a tutt’oggi.

Sono società che stanno cercando, con risultati più o meno positivi, di sopravvivere all’occidentalizzazione ed alla globalizzazione.

Un testo fondamentale dal quale partire se si è interessati all’argomento è proprio quello di Heide Goettner Abendroth “Le società matriarcali. Studi sulle culture indigene del mondo” edito dalla casa editrice Venexia.

Uno studio approfondito sui matriarcati non riguarda solo le donne.

Riguarda ogni essere umano.



Il modello di società patriarcale, eurocentrico, capitalistico e colonialistico non è più sostenibile sotto numerosi punti di vista.

Queste Società Matriarcali dalla storia così antica possono davvero essere un’ispirazione, forse anche un punto di partenza, per ritornare ad essere un po’ indigeni noi stessi.

Usciamo dalla nostra zona di comfort.

Mettiamoci in discussione.

Ripuliamo il nostro sguardo.

è essenziale perlomeno iniziare a farlo.

In Bellezza.


di Valeria Aliberti

@lestanzedisaffo


(Immagine dell'artista Monica Sjöö






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